La leggenda

LA LEGGENDA:

Il gatto,questo animale che ci accompagna da millenni e intorno alla quale figura si sviluppano sempre storie e leggende magiche, il suo sguardo sembra venire in effetti da mondi lontani. Legato alle streghe oppure riconosciuto come un animale dall’alta spiritualità specie da una corrente di pensiero a noi molto cara,il buddhismo.

In Thailandia sono stati ritrovati dei monoscritti in cui veniva riportato che quando un anima raggiungeva i suoi massimi livelli di spiritualità,alla sua morte si univa all’anima e al corpo di un gatto. Quando la vita del gatto si concludeva l’anima ascendeva alla dimensione “illuminata”.

Tanto è vero che c’era l’usanza di seppellire i corpi dei defunti e accanto creare una cripta dove veniva messo un gatto vivo. La cripta era aperta e quando il gatto vi usciva i parenti sapevano che l’anima del defunto si era legato a quella del gatto e che avrebbe proseguito così la sua ascesa verso la spiritualità.

La leggenda del sacro di birmania è poi ancora più affascinante.

Si narra infatti che in un antico tempio della Birmania i monaci adorassero una Dea,completamente d’oro e con gli occhi di Zaffiro. Con i monaci vivano i loro 100 gatti bianchi.Un giorno il tempio fu preso d’ assalto dai predoni e i monaci uccisi in maniera barbara mentre erano in preghiera di fronte alla loro Dea. I loro gatti bianchi salirono allora sul corpo degli amati padroni e guardando negli occhi la Dea chiesero vendetta. Fu così che i loro manti si tinsero d’oro come la dea, le loro zampe di nero come la terra,gli occhi divennero zaffiro come quelli della dea. Solo le zampine,che erano in contatto con il sangue dei monaci,rimasero bianche in segno di purezza.

I primi sacri di birmania furono portati in europa nel 1918,ma della coppia sopravvisse solo la femmina che diede alla luce i primi gattini da cui si continuò a selezionare la razza. Il sacro di birmania fu ufficilamente riconosciuto come razza solo nel 1966.