La salute

LA SALUTE:

A differenza di altre razze selezionate dall’uomo il sacro di birmania si presenta come un animale sano. Inoltre negli ultimi anni il lavoro degli allevatori ha reso la razza sempre più sana evitando di impiegare nella riproduzione esemplari che mostrassero anomalie. Ci sono comunque alcune patologie che sono tipiche della razza benchè la maggior parte di queste non crea problematiche nell’animale. Anche in questo caso prendere un vero sacro di birmania con regolare pedigree è una garanzia in quanto il pedigree determina che il gatto è stato sottoposto a una selezione e che come tale è più sano di un gatto di cui non sappiamo nulla delle sue origini. Molto spesso il pedigree viene visto come un certificato di “nobiltà” ma non è così. Il pedigree è la carta di identità del gatto. Ci dice di chi è figlio,chi sono i suoi nonni e ci garantisce che stiamo pagando effettivamente per avere un gatto di razza. Quindi non va visto come un pezzo di carta inutile ma come una garanzia. Come etica di allevamento noi non usiamo la consanguineità, questo per garantire gattini più sani.

Teniamo i gattini con le loro mamme fino a che non sono esse stesse a iniziare ad allontanarli,così che possano prendere non solo tutti i nutrienti del latte materno ma anche perchè siano dei gattini sereni e ben socializzati quando arrivano a casa vostra.

Le patologie della razza sono le seguenti,ho semplificato un po’ la spiegazione per renderla di facile comprensione per tutti:

-Granulazione atipica dei neutrofili: I neutrofili hanno granuli più fini e rosa della norma. Tipico della razza non compromette le funzionalità dei neutrofili.

-Iperazotemia:Aumento di concentrazione di urea e creatinina nel sangue in gatti giovani. Ciò non compromette la funzionalità renale ma il veterinario ne deve tenere conto in caso di anestesia.

-Ipotricosi congenita:I gattini nascono nudi e muoiono nei giorni successivi al parto per infezioni.

-Cisti dermoide epibulbare:presenza anomala di cute e peli sulla congiuntiva all’angolo dell’occhio. Ciò causa irritazione alla cornea a va operata. E’presente dalla nascita.

-Polineuropatia periferica: Si presenta intorno alle otto settimane di vita.I gattini hanno difficolta nei movimenti e tendono a cadere.

-Degenerazione spongiforme:Si sviluppa dalle otto settimane ai 5 mesi. I gattini hanno difficoltà nel coordinare il posteriore.

MALATTIE E PARASSITI
FIP (Peritonite infettiva Felina)

La FIP è una malattia mortale, immuno mediata, causata da un’infezione con il coronavirus felino (FCoV). Gli anticorpi specifici anti-coronavirus sono rilevabili in 80 – 90% dei gatti che vivono in gattili ed allevamenti, ed in 10 – 20% dei gatti tenuti da soli. Eppure soltanto il 5% dei gatti infetti sviluppano la FIP.
Lìinfezione avviene in un primo momento con il FCoV primariamente avirulento, in alcuni casi poi si verifica una mutazione a livello di un determinato gene, ma non sempre nello stesso sito, la quale fa si che il virus sarà in grado di moltiplicarsi nei macrofagi. Questo è il passaggio chiave nella patogenesi della FIP.
Oggi è stato dimostrato che il FCoV può essere ritrovato si nel sangue di gatti ammalati di FIP, come anche in quello di gatti sani provenienti da ambienti con FCoV endemica.
I sintomi clinici della FIP consistono in febbre cronica, dimagrimento, anoressia ed apatia. Le forme in cui la malattia si sviluppa sono due, la forma secca e la forma essudativa (umida).
Un metodo diagnostico freuentemente usato è la ricerca dei titoli anticorpali su siero. Questi titoli devono però essere sottoposti ad una valutazione molto critica, poichè un’elevata percentuale di gatti sani hanno un titolo anti-FCoV positivo, gatti asontomatici possono avere titoli alti ed in aumento nel tempo, eppure la maggior parte di questi gatti non svilupperà mai una FIP. Oggi questi test sono stati rinominati “test anticorpali coronavirus felino”, per sottolineare che rilevano aticorpi reagenti con il grande gruppo dei coronavirus felini, strettamente imparentati fra di loro. La RT-PCR sulle feci ha il vantaggio invece di poter rilevare un’infezione acuta, ma non è in grado di fare una distinzione fra virus “virulenti” e “non virulenti”.
In condizioni naturali, i gatti defecano all’esterno e coprono poi le loro feci con la terra. In questi casi i virus FCoV contenuti eventualmente nelle feci, possono sopravvivere alcune ore o giorni. I gatti invece che vivono in casa, sono abituati ad utilizzare cassette igieniche con lettiera, dove i virus FCoV possono sopravvivere per diversi giorni, nelle feci secche fino a sette settimane.
Per questo motivo è fondamentale una pulizia giornaliera della cassetta, per evitare che il gatto calpesti feci contaminate e venga a contatto con il virus leccandosi a posteriori le zampe.

FeLV (Leucemia Virale Felina)

La FeLV è una malattia immunodepressiva, il cui agente è un virus della famiglia dei Gamma Retrovirus tra i quali troviamo anche il virus responsabile della FIV, che attacca il sistema immunitario del gatto rirproducendo il virus stesso all’interno del corpo del gatto.
Ilv irus può essere trasmesso attraverso il contagio per via diretta tramite l’utlizzo di ciotole, lettiere, o per via sessuale, scambio di sangue, salivao per contatto tra mucose.
Purtroppo la FeLV può essere trasmessa dalla madre infetta al cucciolo anche per via transplacentare o durante l’allattamento, per questo motivo è molto importante non far riprodurre gatti FeLV positivi.ace
Il virus non vive a lungo al di fuori del proprio ospite e viene eliminato facilmente  con disinfettanti, saponi, alte temperature e lavaggi.
Se un gatto ha una valida risposta immunitaria, nel 40% dei casi, il virus viene neutralizzato ed il gatto si negativizza per la malattia. Se invece la risposta immunitaria è bassa, il virus passa al secondo stadio rendendo il gatto definitivamente immunodepresso e ricettivo a motlissime infezioni che lo possono portare anche alla morte.
Ci sono anche gatti portatori sani della malattia che manifestano una viremia latente, cioè il virus rimane inattivo all’interno del midollo e del sangue. In questo caso il gatto appare assolutamente sano.
I primi sintomi della FeLV sono inappetenza, febbre e ingrossamento dei linfonodi, si manifestano inoltre infezioni persistenti come riniti, raffreddori e conguntiviti, per poi arrivare a forti anemie e tumori.
Purtroppo non esistono cure in grado di sconfiggere il virus della leucemia felina, le terapie mirano solo a curare le malattie eventualmente presenti e migliorare lo stato di vita del gatto.
Fortunatamente esiste un vaccino a protezione della FeLV capace di dare una buona protezione, che può essere fatto dalla decima settimana di vita del cucciolo, con un richiamo dopo 3 / 4 settimane circa.

FIV (Immunodeficienza felina)

Il virus della FIV è un retrovirus appartenente alla stessa famiglia del virus della FeLV e del virus dell’HIV umana, il responsabile dell’AIDS.
Proprio come nelle persone, questo virus attacca il sistema immunitario del gatto rendendolo incapace di combattere infezioni e/o neoplasie.
Questi retrovirsu sono molto fragili e possono essere distrutti ad alte temperature e detergenti. A differenza della FeLV, la FIV si trasmette principalmente con ferite da morso poichè si trova nella saliva e difficilmente la madre lo trasmette ai cuccioli durante il parto o con l’allattamenteo, solo se la madre viene infettata durante la gravidanza stessa o proprio in fase di allattamento.
L’infezione da FIV si manifesta in tre stadi. Quello iniziale o acuto è caratterizzato da febbre, gonfiore dei linfonodi e infezioni intestinali. Il secondo stadio è latente, non mostra sintomi e può durare anche per anni, fino a quando il sistema immunitario viene completamente distrutto e si entra nella terza fase della malattia, quello terminale durante il quale il gatto non sarà più in grado di contrastare alcuna infezione.
I sintomi sono simili a quelli della FeLV, apatia, perdita di appetito, febbre, linfonodi gonfi e perdita di peso.

L’allevamento di Sacri di birmania del Fiore di Loto si trova in provincia di Roma. Contatti:3404889728 e 0660681472