10 regole per vivere bene con il nostro Sacro di Birmania

Uno degli animali da compagnia preferito dalle famiglie, oltre al cane che è l’animale domestico per eccellenza, è il gatto. Il gatto  sacro di birmania è un compagno molto diverso dal cane. Mentre il cane è sempre molto affettuoso, ovviamente se bene educato, il gatto può apparire come un animale freddo e difficile da gestire. Però esistono dei modi per creare una convivenza pacifica con questo piccolo felino. In questa lista verranno esposte 10 regole per vivere felice con il tuo gatto.

Osservare la coda del tuo Sacro di birmania:

Così come i cani, anche i gatti sacro di birmania comunicano spesso attraverso la coda. Tramite i movimenti e le posizioni della coda e del relativo pelo, il gatto sacro di birmania esprime i suoi stati d’animo in quel determinato momento. Per esempio la coda tesa verso l’alto con un ricciolo alla fine può essere interpretata come un segno di felicità; oppure se i peli sulla coda sono dritti ma la coda è bassa, indica aggressività o paura.

Osservare i movimenti del corpo del tuo Sacro di birmania:

Il gatto sacro di birmania si muove in maniera sinuosa e particolare e ogni suo movimento ha un proprio caratteristico significato e una propria interpretazione. Ad esempio quando il gatto sacro di birmania solleva il naso e tira un pochetto indietro la testa significa che sta riconoscendo la persona che in quel momento gli si sta avvicinando; oppure se massaggia la sua testa, fianchi e coda su una persona o un altro animale, significa che gli sta porgendo un saluto.

Parlare col vostro Sacro di Birmania:

Comunicare verbalmente con il proprio amico felino è molto importante, sia per comunicargli le nostre intenzioni che degli eventuali comandi. Ad esempio per comunicargli amabilità bisogna usare un tono dolce e rilassato, per comunicargli dispiacere bisogna utilizzare un tono più basso. Oppure ancora per insegnare al gatto le proprie azioni, si può dire ad esempio “letto” e andare a dormire in modo tale che, ripetendo tale sequenza, il gatto sacro di birmania associerà il termine all’azione.

Usare il linguaggio non verbale con il nostro Sacro di Birmania:

Si sa che il gatto sacro di birmania  non comprende le frasi dette nel nostro linguaggio, quindi per farsi capire è essenziale utilizzare un linguaggio del corpo, non verbale, per farsi comprendere e per comunicare a vicenda. Un esempio è l’ammiccamento, se si ammicca dolcemente al gatto sacro di birmania ,esso sarà più propenso ad avvicinarsi per ricevere delle coccole. Se gli si vuole impedire un’azione, è sufficiente dirgli un “no” con un tono seccato. Importante è non sgridarlo, non attuare delle punizioni corporali oppure non fornire dei messaggi contrastanti per non spaventare l’animale.

Ascoltare il proprio felino Sacro di birmania:

I gatti sacro di birmania comunicano sia attraverso dei particolari movimenti del corpo, sia attraverso delle espressioni degli occhi o del muso, ma il linguaggio di comunicazione preferito del gatto è costituito da dei vocalizzi. Saper riconoscere i miagolii è molto importante per riconoscere i bisogni e le volontà del gatto sacro di birmania.

Comprendere i miagolii del nostro Sacro di birmania:

Per riconoscere o imparare a distinguere i diversi miagolii del gatto sacro di birmania , è importante osservare le azioni che il gatto compie mentre miagola. Questo aiuterà chiunque a comprendere i bisogni o le eventuali proteste del proprio felino. Per esempio un miagolio più acuto rispetto alla norma potrebbe indicare la richiesta di qualcosa, come il bisogno di cibo.

Riconoscere i messaggi non vocali del nostro Sacro di Birmania:

I gatti sacro di birmania emettono molti suoni che non sono riconducibili ai miagolii. Per esempio un suono gutturale e vibrante indica le cosiddette fusa. Le fusa indicano un desiderio di contatto e generalmente sono associate ad uno stato di soddisfazione.

Insegnare comandi al nostro Sacro di Birmania:

Come ogni altro animale da compagnia, anche i gatti sacro di birmania possono essere educati a delle regole ben precise per una pacifica convivenza. Se il gatto sacro di birmania sta facendo qualcosa che non andrebbe fatta, lo si potrebbe ammonire con un secco e scocciato “no!” oppure utilizzando un tono di comando.

Riconoscere specifici toni del nostro Sacro di birmania:

Il gatto sacro di birmania , anche se utilizza più spesso suoni simili alle fusa oppure i miagolii, talvolta può utilizzare dei suoni che sono molto diversi da questi e che comunque devono essere interpretati e compresi. Un suono stridulo e prolungato emesso con un tono alto, potrebbe per esempio indicare dolore, rabbia o paura.

Amare il proprio gatto

L’ultima regola ma non la meno importante è quella di amare il proprio felino, anche se talvolta ci fa arrabbiare o commette azioni fastidiose. Tutti gli animali hanno bisogno d’amore e tutti noi siamo tenuti a donarlo, come loro lo donano a noi. Tutti gli animali vanno trattati bene, mai il contrario.

Fonte Animali nel mondo

Il sacro di birmania e il divano:come evitare che lo graffi

Gioie e dolori di chi ama i gatti Sacri di Birmania e deve fare i conti con la loro educazione. Uno dei problemi più frequenti per chi decide di tenere un micio in casa è quello dei graffi su divani, mobili e tende. Iniziamo col dire che anche questo è un modo molto preciso per comunicarci le sue esigenze, che dobbiamo imparare a conoscere. È infatti una forma di esercizio fisico e poi permette di tenere le proprie unghie a una lunghezza accettabile e anche di marcare il territorio con il loro odore. Ma come preservare la propria abitazione? Ecco i cinque passi che vi consigliamo.

Uno: la prima cosa da fare è acquistare un tiragraffi. In commercio ce ne sono di molti tipi, prezzi e misure, ma quello che tutti hanno in comune è la presenza di una superficie in sisal. Posizionate l’oggetto in una zona della casa in cui passate molto tempo: anche se non dimostrano il loro affetto nello stesso modo dei cani, infatti, anche i gatti sacri di birmania amano stare in compagnia dei loro proprietari.

Due: rendete meno appetibili le superfici che il sacro di birmania graffia di solito. Esistono in commercio spray appositi, privi di odore per gli umani ma sgradevoli per i felini, che li indurranno a “impastare” altrove.

Tre: quando il gatto sacro di birmania graffia qualcosa che non dovrebbe, inoltre, dovete essere pronti a rimproverarlo. Un secco “no” e poi portatelo al tiragraffi (c’è anche chi propone una spruzzatina con un po’ d’acqua, ma non esagerate). Allo stesso modo, però, premiatelo con una carezza o uno snack prelibato quando lo vedete usare spontaneamente il tiragraffi.

Quattro: non sempre è possibile spruzzare con spray dissuasori tutto, quindi quando non state a casa o nelle ore notturne si può mettere un copridivano oppure chiudere le porte delle stanze dove non volete che il gatto sacro di birmania vada.

Cinque: infine, in commercio esistono delle coperture morbide per le unghie che, applicate ai gatti sacri di birmania, impediscono loro di rovinare le superfici con il loro graffio. Vanno sostituite ogni 2-3 mesi. Anche se, questa soluzione, ci sembra un po’ estrema. Chi prende un animale in casa, infatti, deve essere ben consapevole delle cose a cui può andare incontro. In ogni caso, infatti, ricordate sempre che si tratta di un comportamento assolutamente naturale e istintivo, quindi meglio farci il callo e correre ai ripari.

Fonte VelvetPets

Perché il gatto si fa le unghie?

Molti proprietari di gatti  sacri di birmania si lamentano perché i loro amatissimi compagni decidono di “farsi le unghie” sul divano di casa, sulle tende del salotto, sulla tappezzeria o ancora sulle sedie di paglia… In compenso, il grattatoio ultra raffinato messo a loro disposizione viene lasciato completamente illeso… “Farsi le unghie” ha un importante significato nell’ambito della comunicazione felina. Si tratta infatti di una marcatura visiva ed olfattiva. Dal punto di vista della comunicazione visiva, il gatto sacro di birmania  graffia un oggetto orizzontalmente o verticalmente e lo segna in modo piuttosto evidente. Così facendo rende visibile ad altri gatti la sua presenza nel territorio e lascia, attraverso i graffi, un segnale a lungo termine. Facendosi le unghie emette anche un segale olfattivo: il gatto possiede infatti delle piccole ghiandole interdigitali che vengono “spremute” ed attivate al momento del graffio lasciando in tal modo delle secrezioni olfattive (feromoni) sugli oggetti.
Questo comportamento, che ha inoltre la funzione di affilare gli artigli eliminando i vecchi, e di rafforzare i muscoli, compare a uno stadio precoce nella vita del gatto ed ha un’origine in parte ereditaria ed in parte appresa dalla mamma. Viene manifestato spesso subito dopo il sonno e vicino al luogo di riposo. In condizioni naturali, i luoghi graffiati si trovano più frequentemente all’interno dell’area dove vive una colonia, lungo i percorsi utilizzati dai gatti, piuttosto che alla periferia. Il comportamento di graffiare in modo distruttivo gli oggetti o alcune parti della casa può essere limitato tagliando regolarmente le unghie al gatto o introducendo nell’ambiente un idoneo grattatoio. Per fare in modo che il gatto sacro di birmania utilizzi il grattatoio è però necessario posizionarlo nei pressi dell’area di riposo preferita dall’animale, e assicurarsi che sia ben saldo e fissato (per evitare che cadendo spaventi il gatto sacro di birmania ). Per rendere più attraente il grattatoio agli occhi e soprattutto alle unghie del gatto sacro di birmania , può essere utile appendere su di esso un gioco o sfregare sulla sua superficie dell’erba gatto. Il gatto sacro di birmania andrebbe inoltre ricompensato (per es. con una carezza o con un bocconcino prelibato) tutte le volte che si avvicina al grattatoio e si fa le unghie su di esso.

Come educare un Sacro di Birmania

Certo è difficile addomesticare un gatto Sacro di Birmania a “obbedire” pedissequamente ai nostri ordini (a meno che non si prenda un gatto-robot). Tuttavia a differenza di quello che si potrebbe pensare ci sono alcune cose che si possono insegnare al nostro Sacro di Birmania, soprattutto se si inizia da quando è piccolino usando un certo metodo, non certo quello delle botte o delle urla. Ma quello della comunicazione e dell’affettività come fa mamma gatta.
Anche se a prima vista, o conoscendoli poco, i Sacri di Birmania possono sembrare un po’ “freddi”, chi li conosce meglio sa che sanno essere molto teneri e affettuosi e richiedono in cambio la stessa “moneta”. E parlare con loro con il tono giusto al momento giusto può essere molto utile. E’ fondamentale costruire con il Sacro di Birmania un buon rapporto, in questo modo sarà più facile farsi ascoltare quando è necessario.

L’educazione della mamma è fondamentale per la vita del gattino Sacro di Birmania: dalla madre infatti, imparano non solo cose fondamentali, come pulirsi, difendersi o cacciare, ma anche a rapportarsi con gli altri e a giocare senza fare male.
Per questo il gattino di sacro di Birmania deve stare con lei più tempo possibile, almeno due mesi, ma anche tre. Perché in questo fondamentale periodo potrà insegnargli i comportamenti di base per la sua vita futura, dal controllo del morso a cosa mangiare a come procurarsi il cibo e molto altro.
Anche nel gioco e nell’interazione coi fratelli – nessun sacro di birmania nasce figlio unico – il piccolo impara a relazionarsi con gli altri e a giocare senza usare le unghie. È per questo che, in alcuni casi, un gattino orfano, allattato e allevato da un essere umano, da adulto potrebbe avere problemi di comportamento, per esempio essere troppo mordace, se non gli è stato insegnato a limitare la forza dei denti.

Mamma gatta con i gattini:

Il gattino di sacro di Birmania, e ancora di più un gatto adulto, arriva nella nuova famiglia e ha già un’esperienza e un suo carattere, può essere timido o coraggioso, tranquillo o agitato, affettuoso o riservato, ognuno è diverso dall’altro, come i bambini.
Bisogna accettarlo, non forzarlo, dargli tempo e spazio e cominciare fin da subito a parlargli. I gatti sacri di birmania, infatti, comunicano molto con la voce. Un po’ alla volta, si creerà un linguaggio comune, come succede in famiglia, fatto di parole, di toni di voce, di modi di dire.
Bisogna poi coinvolgere il micio, sin da piccino, in giochi relazionali, ovvero fatti insieme al padrone – tiro della pallina, inseguimenti ecc – e nelle attività domestiche, a tutti i gatti, per esempio, piace molto “rifare il letto”. Sin dai primi tempi, quando il micino miagola, si deve rispondergli, cercando di capire il suo richiamo.

Comunicazione verbale:

E anche il proprietario, deve utilizzare parole e toni di voce diversi. Inoltre, non si deve fare continuamente “pcc pcc” – il verso simile a un bacio per intenderci – al gatto sacro di birmania e non si deve nemmeno chiamarlo per nome troppo spesso, altrimenti, smetterà di rispondere. Per ovviare al problema si potrebbe pensare di dare al nostro micio un vezzeggiativo, che sia diverso dal suo nome, che si usa solo per coccolarlo.
Parlare con il gatto di sacro di birmania è un ottimo modo per instaurare con lui un buon rapporto e, proprio come si fa con gli esseri umani o anche con i cani, è “buona creanza” salutarlo quando si entra o si esce, oppure chiamarlo quando è pronto “in tavola”.

La pappa è pronta:

Anche gli incoraggiamenti sono importanti: dire al gatto sacro di birmania“bravo” quando fa la pipì nella cassettina le prime volte, aiuterà a fargli capire che è una cosa giusta. Lo stesso complimento può essere ripetuto quando afferra la pallina o cattura il topo (finto), per far associare al gatto il suono della parola “bravo” (il tono sereno e incoraggiante è importante più che la parola in sé) a un’azione soddisfacente, a qualcosa di ben fatto. Ma come fare per fargli fare qualcosa? Per esempio quando si vuole che scenda dal tavolo, gli si dice “dai, Tobia, vieni giù” poi lo si prende con dolcezza, lo si appoggia a terra. Quando l’animale scende da solo lo si gratifica con i complimenti.

Pericolo costante:

Prima di tutto è importante sapere che per il gatto sacro di birmania è perfettamente normale “farsi le unghie”, gesto che serve soprattutto a segnare il territorio e un po’ per rilassarsi (spesso, in contemporanea, il gatto si stira). È indispensabile dunque che abbia in casa vari tipi di tiragraffi, oggetti coperti di corda, oppure costruzioni in legno alte anche due metri, vere e proprie palestre per gatti, che si trovano nei negozi per animali . A qualche gatto sacro di birmania invece piace il legno: tronchetti d’albero, o tavole di legno grezzo. Ma possono andare bene anche delle scatole di cartone, che i gatti amano “distruggere”.
Di solito, però, con grande rammarico dei proprietari spesso, il posto preferito è il divano. Difficile impedirglielo. Si può rimediare coprendo il divano con una tela robusta o appoggiando sulla parte prescelta un tiragraffi, sperando lo adoperi. Ma non lo si deve picchiare o sgridare. Semmai, lo si sposta dal divano, dicendogli “no”, accompagnandolo a uno dei suoi tiragraffi, e facendogli poi i complimenti se lo usa.

Gatti sacri di Birmania  e divani:

Non bisogna sgridare il gatto sacro di birmania che fa la pipì fuori della cassettina né, ancora peggio, strofinargli il muso nella pipì, gesto totalmente inutile (oltre che sgradevole per il micio). Ma è necessario indagare per capirne i motivi. Che possono essere diversi:
può essere causato da problemi fisici, come cistite o struvite (infiammazioni delle vie urinarie). È la prima cosa da controllare, portando il gatto sacro di birmania e un suo campione di urine (conservato in frigorifero al massimo per 24 ore) dal veterinario. Queste malattie si curano bene, con i farmaci o con mangimi medicati, prescritti dal veterinario. Oppure può non volere adoperare la sabbietta se non è pulita. Un altro motivo può essere anche il tipo di cassetta usata. A molti gatti sacri di birmania, per esempio, non piacciono le lettiera igieniche chiuse. O troppo vicine a fonti di rumore o disturbo. Spesso hanno anche le loro preferenze per il tipo di sabbia. E poiché ne esistono moltissime varietà, è necessario fare delle prove e trovare quella che piace al gatto. Anche i detersivi troppo profumati – e anche i deodoranti per coprire gli odori della sabbia – sono fastidiosi per alcuni gatti, meglio usare un detersivo neutro e poco profumato.

Gatti sacri di birmania e bagnetto:

Se si hanno più gatti sacri di birmania, ci vogliono più cassette, una a testa . Per evitare che il gatto sacro di birmania prenda in “antipatia” la cassettina, è meglio non disturbarlo mai quando la usa o mentre sta scavando per fare un po’ di “pulizia”. E tanto meno bisogna usare la cassettina per catturare il gatto, per esempio per portarlo dal veterinario. Per evitare che il sacro di birmania associ al suo “bagnetto” delle esperienze negative e sia portato a non usarlo più.
Da ultimo, dopo aver escluso con sicurezza le motivazioni mediche o pratiche, si può pensare a problemi di stress o psicologici e parlarne con il veterinario che può eventualmente consigliare la visita di uno specialista, un comportamentalista dei gatti.

Fonte